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Il settore dell’estetica nel post lockdown

Quanto ha pesato la pandemia sul mondo del beauty

Il lockdown ha avuto un impatto profondo sull’industria della bellezza e del benessere: le prenotazioni nei centri estetici si sono spostate dai centri città alle zone residenziali più periferiche a causa dello smart working. Inoltre, si è registrata una tendenza della gente a continuare con i trattamenti fai da te ed un boom della cura della bellezza maschile.

Crescita dei trattamenti fai da te

Anche noi abbiamo dato il nostro contributo con articoli su come fare una manicure perfetta fatta in casa o ricreare una spa tra le proprie mura domestiche.

La necessità causata dal lockdown, come sappiamo, ha portato molti di noi a ricorrere al fai da te per quanto riguarda la cura del proprio corpo, dalle unghie, ai capelli, alle sopracciglia. Sul motore di ricerca Google si è verificata una vera e propria impennata della ricerca di tutorial sui trattamenti da fare a casa.

Tuttavia, ciò che è nato da un’esigenza contestuale sta diventando sempre di più un’abitudine. Da un’intervista condotta da Treatwell durante la quarantena, la maggior parte degli europei aveva confessato l’intenzione di proseguire con alcuni trattamenti fai da te anche dopo la riapertura dei centri estetici. I trattamenti interessati sono principalmente la cura delle unghie di mani e piedi, depilazione di corpo e sopracciglia.

Questa tendenza non si conferma, invece, per i capelli: probabilmente i diversi errori fatti con le forbici durante il lockdown portano le persone a preferire comunque un parrucchiere professionista.

La scelta di continuare con il “fai da te” è motivata principalmente dalla necessità di risparmiare in un periodo di forte incertezza economica, oltre che da ragioni legate alla sicurezza. Per questo, i trattamenti che hanno subito una battuta d’arresto sono essenzialmente quelli caratterizzati da un distanziamento ridotto tra operatore e cliente, come nel caso della depilazione, del ritocco delle sopracciglia, dei trattamenti viso e dei massaggi.

Come ha influito lo smart working sull’estetica

La diffusione dello smart working ha comportato un cambiamento oltre che nella scelta dei centri estetici di riferimento, anche nelle abitudini di prenotazione e frequentazione: sono diminuiti gli appuntamenti dell’ultimo minuto a favore di una pianificazione con largo anticipo. Inoltre, se in Europa, prima del lockdown ,la fascia oraria più prenotata era quella della pausa pranzo, quindi dalle 12 alle 14, grazie alla migliore gestione degli orari data dallo smart working, i clienti si sono orientati su fasce orarie tradizionalmente più tranquille come, ad esempio, le 10 del mattino, il primo pomeriggio. Si è registrato, infine, un aumento degli appuntamenti fissati a metà della settimana.

I trattamenti preferiti nel post lockdown

Dal sondaggio Treatwell sembra che alla riapertura dei centri estetici, la scelta dei trattamenti si sia orientata verso quelli più costosi: in particolare, in Italia hanno subito un’impennata del 40% le prenotazioni di microblading. Molto richiesti anche diversi trattamenti per capelli, tra cui: l’ombré hair, a Brazilian blow dry con trattamento alla cheratina, il balayage e i colpi di sole/mèches.
Per quanto riguarda il pagamento di questi trattamenti, inoltre, per questioni legate probabilmente a questioni igieniche il contactless delle carte di credito ha avuto la meglio sul denaro contante, diventando la principale forma di pagamento utilizzata.

Quali sono i criteri nella scelta dei saloni

La maggior parte degli utenti europei intervistati da Treatwell è ritornata proprio nei centri estetici frequentati anche prima del lockdown, soprattutto quelli appartenenti alla fascia d’età tra i 46 e i 65 anni e tra i 36-45 anni.

Nella scelta del salone, rispetto al resto d’Europa, per gli italiani l’importante primaria è rivestita dal listino prezzi, seguita dalla posizione e dall’attenzione alle misure igieniche adottate.

Infine, più della metà degli italiani ha affermato che continuerà a effettuare la stessa quantità di trattamenti del pre-lockdown, mentre il 10% ne prenoterà anche di più.

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